Pappagalli nel mondo

Psittacula eupatria

Grande alessandrino

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Psittacula eupatria - Grande alessandrino
OrdinePsittaciformes
FamigliaPsittacidae
GenerePsittacula
SpeciePsittacula eupatria
DistribuzioneAfroasiatica
Dimensioni58 cm circa
Età max30 anni circa
RumorositàAbbastanza
AffettuositàMolto
Capacità parolaFrequente
Alloggio minimoVoliera
CITESAppendice B
Caratteristiche

Il parrocchetto "grande alessandrino" deve il proprio nome alla leggenda secondo la quale fu Alessandro Magno ad introdurne in Occidente alcuni esemplari. Un occhio poco esperto potrà confondere facilmente questo imponente parrocchetto con il più diffuso "parrocchetto dal collare", dal quale comunque si differenzia per le maggiori dimensioni, per la presenza di un vistoso semicollare rosato sulla nuca, per la caratteristica macchia rosso-violacea sulla spalla e per la conformazione più massiccia del capo e del becco. Si tratta di un magnifico parrocchetto la cui lunghezza può sfiorare addirittura i sessanta centimetri, anche se la lunghissima ed elegante coda contribuisce in gran parte al raggiungimento di tale notevolissima misura. Il grande alessandrino ha una colorazione generale verde, più chiara inferiormente e più scura superiormente, la cui brillantezza risulta particolarmente evidente nelle parti superiori ed anteriori del capo, del groppone e del sopraccoda. La gola ed il petto virano verso un giallastro chiaro, mentre la colorazione della nuca vira verso l'azzurro. Sotto la nuca è presente una spessa e vistosa fascia color rosa acceso, il semicollare appunto, che tende a congiungersi anteriormente ad una fascia nera che termina sulle guance. Le penne remiganti si presentano grigie con estremità e vessillo verdi. Le timoniere centrali sono verdi nella prima porzione, virano verso tonalità azzurre nella parte centrale per poi schiarirsi verso un giallo-crema nella parte finale. Le timoniere laterali si presentano verdi esternamente e gialle internamente. La coda appare verde-azzurra sulla parte dorsale e gialla su quella ventrale. Il becco è di un bellissimo rosso corallo, che nella mascella vira al giallo sulla punta. Le zampe sono grigie. Questa specie presenta 5 sottospecie:
P.e. eupatria, la specie di riferimento;
P.e. nipalensis, con taglia leggermente maggiore e l'azzurro della nuca che si estende anteriormente fino a lambire le guance;
P.e. magnirostris, con il becco maggiormente dimensionato e la macchia sulla spalla decisamente più evidente;
P.e. avensis, con becco meno pronunciato e colorazione generale più pallida;
P.e. siamensis, con regione facciale e gola giallo-verdastre e zona occipitale di un blu-violaceo;
Il parrocchetto grande alessandrino copre un areale vastissimo e si adatta ad habitat anche relativamente differenti tra loro: abita le foreste umide, sia primarie che secondarie, così come zone aride di scarsa altitudine. E' molto facile trovarlo nei parchi cittadini od in prossimità di coltivazioni. Tende a vivere in coppia od in piccoli gruppi di 10/15 esemplari, salvo riunirsi nelle ore crepuscolari in spettacolari stormi che vanno a posarsi sugli alberi più alti per trascorrervi la notte. Questi pappagalli hanno la tendenza a spostarsi molto di frequente, seguendo la maturazione di diversi tipi di frutta di cui sono golosi. Negli ultimi tempi la popolazione di questo psittacide si è notevolmente ridotta, a causa dell'aumento demografico umano e relativa distruzione dell'habitat naturale, e soprattutto a causa della cattura indiscriminata dei nidiacei per essere commercializzati come uccelli di compagnia. Il grande alessandrino è un pappagallo che ha forti esigenze di spazio, e si trova estremamente sacrificato e sofferente in voliere che presentino una lunghezza inferiore ai 5 metri, meglio se ancora più spaziose. Pare addirittura che la mancanza di movimento ed esercizio porti molti maschi alla sterilità. La magnifica coda, qualora l'uccello venga ospitato in spazi ristretti, finirà invariabilmente per spezzarsi. L'eccezionale robustezza del becco di questo psittacide impone che le maglie della rete della voliera siano decisamente robuste e che tutte le parti in legno siano ben protette. Questa specie si dimostra molto adattabile ai climi rigidi, tuttavia dimostra una particolare debolezza nella possibilità di incorrere nel congelamento delle zampe se esposte a temperature inferiori allo zero. Per questa ragione qualsiasi tipo di alloggiamento deve prevedere uno spazio coperto e riparato dal vento freddo e dalla pioggia ed i posatoi sarà bene che abbiano un diametro di almeno 4 centimetri. Si tratta di un pappagallo molto adatto a convivere con l'uomo per la scarsa litigiosità e per la mitezza del suo carattere. Specialmente se allevato a mano il grande alessandrino può diventare un eccellente animale da compagnia, ed impara facilmente a ripetere parole umane e ad eseguire vari giochi. Come tutti gli psittacula, è dotato di un richiamo forte e penetrante, che può facilmente infastidire. L'allevamento in cattività ha portato alla comparsa di bellissime mutazioni: l'alessandrino azzurro presenta il piumaggio con il verde sostituito da un soffuso azzurro con sfumature di grigio. La macchia alare vira verso il grigio-bruno ed il semicollare rosa si schiarisce fino a diventare quasi bianco. La varietà lutina vede il verde sostituito dal giallo, con semicollare, remiganti e timoniere bianchi, occhi rossi e zampe rosee. Nella varietà normalmente gialla il piumaggio appare pezzato di giallo che si alterna al verde. Infine nella varietà grigia il verde è sostituito da un bel grigio-lavanda.

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale è evidente: la femmina è di taglia inferiore, è priva del semicollare rosa e della fascia nera anteriore sul collo, pur conservando la macchia rossastra sulla spalla. Inoltre le penne timoniere sono più corte rispetto al maschio e la tonalità generale del piumaggio appare più attenuata ed opaca.

Ambiente naturale e distribuzione

La specie di riferimento è ritrovabile in una zona estremamente vasta, comprendente Pakistan, Afghanistan, India ed Indocina, ed in particolare a Ceylon. La sottospecie nipalensis si ritrova, come dice il nome in Nepal, ma anche in Pakistan e nell'India settentrionale. L'avensis si ritrova nell'Assam orientale e nella Birmania. Il siamensis in Thailandia, in Cambogia, nel Laos e nel Vietnam del Sud. Il magnitorostris è tipico delle isole Andamane.

Riproduzione

Questo pappagallo nidifica nelle cavità degli alberi, ma pure nei nidi abbandonati dai picchi o da altri uccelli. Depone da 2 a 5 uova e la cova, che dura da 24 a 26 giorni è generalmente affidata ad entrambi i genitori. I piccoli lasciano il nido verso i sessanta giorni e necessitano di un ulteriore mese per raggiungere la completa indipendenza. In cattività è raccomandabile fornirgli un nido a cassetta verticale di dimensioni almeno 30x30x60cm.

Alimentazione

Il grande alessandrino in natura tende a nutrirsi principalmente di semi cerealicoli, che comprendono oltre il 50% della sua dieta. Inoltre apprezza i semi di erbe e sterpaglie, foglie e frutta, principalmente papaya, guaiava, melograno e cetriolo. Ama anche il netteare di fiori come l'erythrina, la salmalia e la butea.
In cattività richiede una dieta basata sui semi (miglio, scagliola, girasole, granturco, canapa e avena) frutta secca (noci, nocciole, arachidi) frutta (mele, pere, banane, ciliegie ed uva) e verdura varia. E' possibile fornirgli anche nocciole e pinoli in quantità moderata, semi germogliati e semi immaturi. E' importante tenere presente che questa specie presenta forte predisposizione a convertire i carboidrati in grassi, caratteristica che potrebbe essere un adattamento evolutivo per poter superare, in natura, i mesi invernali in cui il cibo è carente a livello energetico.

Photogallery

Coppia di pappagalli grandi alessandrini (Psittacula eupatria)
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Pappagallo grande alessandrino (psittacula eupatria)
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Stormo di grandi alessandrini (psittacula eupatria) si contende un cocomero
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Pappagallo grande alessandrino (psittacula eupatria)
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Femmina di grande alessandrino (psittacula eupatria)
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Pappagallo grande alessandrino (psittacula eupatria)
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