Malattie e patologie dei pappagalli

I pappagalli possono andare soggetti a diverse malattie. Un tempo chi deteneva un volatile ammalato aveva scarsissime probabilità di trovare un veterinario aviario in grado di diagnosticare la patologia ed indicare la terapia adatta; oggi fortunatamente i veterinari specializzati in animali esotici ed uccelli sono molto più facilmente reperibili. Tuttavia il proprietario del pappagallo è certamente l'unico ad avere la possibilità di diagnosticare tempestivamente uno stato patologico e di porvi rimedio, affrontando la situazione di emergenza con le proprie conoscenze oppure, ed è meglio, ricorrendo all'aiuto di un veterinario aviario.

I pappagalli, come tutti gli uccelli, sono particolarmente vulnerabili alle malattie. La prima ragione di ciò è legata al comportamento istintivo di una preda che vive generalmente in gruppo o in stormo: rendere evidenti i sintomi di uno stato di malessere e debolezza significa diventare il bersaglio favorito di un qualunque predatore. Per questo motivo il pappagallo tende a mascherare i sintomi di una malattia fin quando, spesso, non è troppo tardi per curarla. La seconda ragione è legata al metabolismo dei pappagalli che è più veloce rispetto a quello dei mammiferi. Una qualunque malattia evolve più rapidamente, e soprattutto, se il malessere induce il volatile a non mangiare o bere, la morte per denutrizione o disidratazione sopravviene in tempi purtroppo molto rapidi.

Identificare al più presto i sintomi di un pappagallo ammalato è pertanto fondamentale al fine di aumentare le probabilità di un decorso favorevole della malattia. L'allevatore attento può senz'altro allarmarsi in presenza di diversi segnali e comportamenti anomali. Se da un lato i sintomi delle malattie nei pappagalli sono quasi tutti molti simili (il che rende molto ardua una diagnosi attendibile in assenza di analisi specifiche) dall'altro ciò rende abbastanza agevole capire quando c'è qualcosa che non va nella salute del pennuto.

I segnali più evidenti di possibile malattia sono i seguenti:


  • - Piumaggio arruffato
  • - Occhi chiusi o semichiusi
  • - Comportamento indifferente, sonnolenza eccessiva ed inattività prolungata
  • - Stazionamento sul pavimento della gabbia/voliera
  • - Coda che "batte" ad intermittenza
  • - Cloaca sporca
  • - Consistenza e colorazione anomala delle feci

In presenza di questi sintomi la miglior cosa da fare è separare il soggetto dagli altri pappagalli, per evitare che una possibile malattia infettiva li possa contagiare a loro volta, e per evitare che questi lo attacchino e feriscano. Il pappagallo malato va posto in un ambiente caldo (circa trenta gradi) per evitare dispersioni di calore. L'allevatore coscienzioso deve avere a disposizione una gabbia "ospedale" chiusa dotata di riscaldamento e termostato in maniera da evitare sbalzi di temperatura. Deve essere messa a disposizione acqua e cibo particolarmente digeribile (pane o biscotti sbriciolati, semi di scagliola e comunque non grassi, quindi niente girasole, niger o canapa).

In mancanza di veterinario aviario, o quando le cause della malattia non siano chiare molti allevatori ricorrono all'uso di antibiotico ad ampio spettro specifico per ornitologia (tetraciclina, cloramfenicolo, streptomicina, penicillina). Ovviamente la somministrazione antibiotica dovrebbe essere posta in essere solo qualora venga accertata un'eziologia di origine batterica tramite tamponi e batteriogrammi in grado di indicare un antibiotici specifico, ed in questo l'intervento di un veterinario aviario è insostituibile.

Si ricorda la fondamentale importanza del periodo di quarantena, da osservare scrupolosamente quando si intende inserire nuovi soggetti in un allevamento in colonia. Tenere in osservazione diverse settimane i nuovi arrivati rappresenta una delle più efficaci forme di prevenzione della salute in un allevamento di pappagalli

Pubblichiamo un elenco delle principali e più diffuse malattie a cui vanno soggetti i pappagalli.