L'intelligenza del pappagallo kea

Il pappagallo kea è certamente uno degli psittacidi più strani e curiosi che sia possibile osservare in natura. La sua livrea certamente non appariscente e la sua colorazione grigio-verde molto mimetica non colpisce certamente la fantasia. Inoltre il suo becco particolarmente lungo, frutto di pressioni selettive che hanno orientato questo pappagallo verso una dieta onnivora non si avvicina troppo allo stereotipo del classico pappagallo che l'immaginario collettivo identifica probabilmente con le grandi ara sudamericane.

Questo psittacide inoltre è caratterizzato da abitubini alimentari particolarissime: si nutre sovente delle carcasse di animali morti, anche di grande taglia, come ovini e bovini. Dà la caccia a piccoli mammiferi come piccoli topolini. Lo si è osservato frequentare le colonie di corvi dove non esita ad assalire i nidi per cibarsi delle uova e nutrirsi perfino dei pulcini implumi. Circolano perfino inquietanti storie che vedono il pappagallo kea tormentare le tranquille pecore, staccando loro con il forte becco ciuffi di lana fino a scoprire la pelle e dunque strappare pezzi di carne al povero ovino mentre pascola. Si racconta di pappagalli kea che avrebbero sospinto le pecore sull'orlo dei burroni fino a farle precipitare per poi cibarsi dell'animale sfracellato strappandogli il fegato.

Tutto ciò probabilmente rende tale pappagallo poco simpatico e certamente non molto desiderabile quale pet da compagnia, indipendentemente dal fatto che, data la sua estrema rarità in cattività, non sarebbe certo agevole procurarsene uno.

Tuttavia queste abitudini predatorie indubbiamente hanno contribuito a stimolare l'intelligenza di questo volatile, che si distingue tra i pappagalli per le sue eccezionali capacità di problem solving.

Il video seguente è presentato e commentato nientemeno che dal celebre naturalista inglese David Attenborough: si tratta di una parte di uno spassoso documentario della BBC che vede gli infernali pappagalli kea demolire letteralmente l'automobile di alcuni turisti, per poi dedicarsi a svariate attività nelle quali dimostrano un'incredibile attitudine ad interagire con svariati oggetti, per puro gioco o curiosità oppure allo scopo di procurarsi bocconi di cibo.