Pappagalli nel mondo

Cyanopsitta spixii

Ara di Spix

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Cyanopsitta spixii - Ara di Spix
OrdinePsittaciformes
FamigliaPsittacidae
GenereCyanopsitta
SpecieCyanopsitta spixii
DistribuzioneSudamerica
Dimensioni58 cm circa
Età max30 anni circa
RumorositàAbbastanza
AffettuositàAbbastanza
Capacità parolaFrequente
Alloggio minimoVoliera
CITESAppendice A
Caratteristiche

Comunemente chiamato "piccola ara blu", questo stupendo pappagallo brasiliano popolava un tempo il Rio San Francisco, nella parte settentrionale dello stato di Bahia. Caratterizzato da un'affascinante livrea azzurra, la colorazione base parte dal blu scuro delle parti superiori del corpo per sfumare nell'azzurro ed infine nel grigio del basso addome e del sottocoda. Paragonato alle grandi ara ha dimensioni minori, ma anche forme più affusolate e leggere, ma con una testa particolarmente massiccia di colorazione grigio-azzurra. L'area di pelle nuda sulla maschera facciale, tipica delle ara, è presente ed è grigio scura. Le ali sono molto lunghe e sottili, completamente blu superiormente e grigio scuro-nerastro inferiormente. La coda è particolarmente lunga, blu superiormente e grigia scura inferiormente. L'anello perioftalmico è grigio, l'iride è gialla. Il becco è completamente nero e di dimensioni più contenute rispetto alle ara. Le zampe sono grigio-brune.
Si tratta di un pappagallo molto socievole, tranquillo ed abitudinario, piuttosto timido nei confronti della presenza umana. L'ara di Spix fu scoperta verso gli inizi del 19° secolo da Johann Baptist von Spix, un zoologo tedesco e da lui prese il nome. Un tempo assai diffusa nel proprio ristretto areale, ha sofferto la deforestazione, le continue catture ed inoltre la comparsa di api africane sul territorio, che avevano la tendenza ad occupare i nidi dei pappagalli uccidendone gli occupanti. In natura purtroppo, per quanto se ne sa, questo pappagallo è estinto. Le ultime catture commerciali risalgono alla fine degli anni 80, ed il maschio dell'ultima coppia formata artificialmente è morto nell'anno 2000. Da questo momento non ci sono stati più avvistamenti. Fortunatamente in cattività sopravvivono ancora un'ottantina di esemplari, che fanno parte di un programma di riproduzione promosso dall'Istituto Chico Mendes per la Conservazione della Biodiversità, che ha come finalità il recupero della specie ed il suo reinserimento nel suo habitat naturale in Brasile. L'habitat di questo pappagallo è molto specifico, la cosiddetta caatinga, o foresta caraibica, che un tempo era ricchissima di un albero molto particolare, la Tabebuia Aurea, chiamato comunemente "albero tromba d'argento" o "caraibeira", dai meravigliosi fiori gialli, per il quale l'ara di Spix nutre un'autentica predilezione, sia per stazionarvi che per nidificare. Tale albero purtroppo è stato oggetto di grande distruzione per ricavarne il legname. Anche le altissime palme di Mauritia flexuosa con i loro grandi grappoli di frutti erano essenziali per la sopravvivenza di questo pappagallo, e anche il loro numero è stato purtroppo decimato.

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale non è evidente in questa specie di pappagallo.

Ambiente naturale e distribuzione

L'habitat dell'ara di Spix è il corso del Rio san Francisco, grosso modo tra le città di Petrolina ed Orocò.

Riproduzione

Il periodo di riproduzione è compreso tra novembre e marzo. L'ara di Spix è monogama e nidifica preferibilmente sulla Tabebuia aurea, a notevole altezza. La femmina depone due o tre uova. I piccoli si involano verso i due mesi di età, ma rimangono poi per un periodo più lungo insieme ai genitori, che si dimostrano estremamente protettivi. Il carattere abitudinario di questo uccello si esprime anche nella tendenza della coppia a conservare il proprio nido per periodi sorprendentemente lunghi, coincidenti quasi sempre con l'intera vita riproduttiva.

Alimentazione

La dieta di questo pappagallo allo stato di natura a quanto risulta era anch'essa molto specializzata: i semi della pianta del manioca, della jatropha (una sorta di ricino), dell'acacia e dello ziziphus, oltre alle noci delle palme da cocco, in particolare della palma licuri, che è anche la principale fonte di cibo dell'ara giacinto. In cattività le Ara di Spix vengono alimentate con frutta varia, semi e noci, integratori vitaminici e minerali.

Photogallery

Ara di Spix (Cyanopsitta spixii)
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